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W la zucca, fuori e dentro la cucina. Trattata in ogni modo o maniera, ma com’è buona (ed elegante) questa mousse con polvere di semi e stracciatella di burrata

27 Ottobre 2017

Prima di passare alla ricetta della mia Mousse di zucca con polvere di semi e stracciatella di burrata, ecco un pezzo da poco uscito su Il Giorno, che ha per oggetto gli oggetti che non si trovano più: quale segreta magia aleggia per le cucine? Quale novello e birichino Harry Potter si diverte coi miei mestoli e coppa pasta?

Ho sempre pensato che le case siano “cose” vive. Respirano, provano sentimenti, capiscono con chi hanno a che fare… Se così è, e ne sono quasi certa, le cucine ne sono il cuore pulsante (espressione che detesto, ma che stavolta uso perché rende). Quando la casa prova un’emozione, è attraverso la stanza chiamata cucina che decide di esprimerla.

Del resto, è lì che si snodano umori e chiacchiere, vapori e odori. È lì, dove c’è sempre il rumore del frigorifero in sottofondo e quello della lavastoviglie quando va. È lì, che appena la luminosità del giorno scema, si accende per prima la luce. È lì che le mele si guardano in faccia col pane, in un dialogo muto che può durare anche tutto il giorno. Poi il pane cambia, le mele invece, che si conservano meglio, si godono lo spettacolo di un’anta spinta con troppa lena, di uno straccio ammosciato dalla sconsolazione, della verdura che in pompa magna viene estratta dal frigorifero per andare dignitosamente incontro al suo destino.

Gli umori della casa, dunque, pervengono alla cucina attraverso strane connessioni che hanno un fine: per esempio, quello di farmi i dispetti. E nella mia cucina se ne consumano molti, di dispetti. Magie, direbbe la mia nipotina che adesso grazie a un noto supermercato è intrippata con Harry Potter e tutti i suoi inquietanti amichetti.

Io credo invece che si tratti di piccole rivendicazioni casalinghe di una casa che non si è ancora dimenticata il relativo abbandono estivo da parte mia e attua, attraverso la fitta popolazione di oggetti che abita la cucina, le sue piccole vendette.

Non mi spiego, sennò, perché io abbia trascorso mezza giornata a cercare un set di coppapasta in acciaio che ero sicura di aver riposto in un certo cassetto. Non c’era. Così ho cominciato a intrufolarmi in dispensa, a scostare ante ed entrarvi con un occhio o un braccio, in avanscoperta. Ho aperto vani, scostato libri (ebbene sì, ne ho anche in cucina), svuotato ceste… I coppapasta non li ho ancora trovati, ma un certo coltello, pregiato pezzo da chef, che credevo di aver perso per sempre, è invece magicamente riapparso. L’ho accarezzato – per il verso giusto, ca va sans dire – e l’ho riposto. A favore di un coltellaccio assai meno raffinato e di un mixer a immersione, perché nel frattempo mi è venuta voglia di fare questa elegante vellutata, in cui la zucca si trasforma in un irresistibile antipasto autunnale. Chissà che il suo invasivo profumo d’autunno non abbia calmato i bollenti spiriti della mia dispettosa dimora, rassicurandola un poco.

 

VELLUTATA DI ZUCCA CON BURRATA E POLVERE DI SEMI

Cosa ti serve per 4 persone

600 g di zucca (già pulita e a tocchi, che fai prima)

1 porro

2 cucchiai di semi di zucca

1 piccola burrata freschissima

brodo vegetale q.b.

sale grosso e fino, pepe q.b.

2 cucchiai di olio extravergine d’oliva

Come devi fare

Accendi il forno a 170 gradi, metti i semi di zucca in una piccola teglia, cospargili con qualche granello di sale grosso e, quando il forno è caldo, infornali per 5-6 minuti, facendo attenzione a tostarli senza bruciarli!

Monda il porro, lavalo bene e affettalo sottile. Prendi una casseruola, versaci l’olio, fai rosolare le listarelle di porro e poi aggiungi la zucca a pezzi. Sala e pepa, copri e fai andare per circa 15 minuti o fino a quando la zucca è cotta.

Ogni tanto scopri e mescola; se vedi che asciuga troppo, aggiungi un mestolo di acqua calda o di brodo vegetale. Quando la zucca è cotta, spegni e lascia intepidire. Poi passa il tutto al mixer a immersione fino a ottenere una vellutata liscia, che lascerai nella casseruola fino al momento di servire, perché se è necessario dovrai riscaldarla o in ogni caso farla asciugare un po’ affinché diventi più soda e compatta. Passa al mixer i semini tostati e salati fino a ottenere una polvere piuttosto grossolana.

Taglia la burrata in quattro parti. Prendi delle coppe o dei bicchieri di vetro, versa in ognuno un quarto di vellutata, decora con un ciuffetto di burrata e completa ogni coppa o bicchiere cospargendoli di polvere di semi di zucca salati.

 

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