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Ancora un risotto! Si vede che li amo? Questo ha zucchine, stracciatella di burrata, fiore fritto in cima. E… tanta pazienza!

5 luglio 2017

Per festeggiare questo ennesimo risotto, decisamente uno dei miei piatti preferiti a -2 così come a più 35 gradi, direttamente dal Giorno di giovedì 6 luglio 2017, nella mia rubrica: Un’emozione, una ricetta… questo pezzo condivisibile, credo.

Non sono più una ragazza e se c’è una cosa che ho capito bene, ma proprio bene dalla vita, è che occorre pazienza. Un detto molto volgare ma efficace che si usa dalle mie parti – che non ripeterò alla lettera nemmeno sotto tortura – recita all’incirca così: “nella vita ci vogliono occhio, fortuna e tanta pazienza”.

Beh, è vero: occhio sta per accortezza, saper cogliere l’attimo, non perdere i treni e tutta quella roba lì; la fortuna, ca va sans dire, non guasta mai; la pazienza la devi proprio imparare. O, se già ce l’hai in dotazione dalla nascita, la devi comunque incrementare perché ne serve davvero tanta.

Chi legge penserà: eggià, la pazienza serve coi figli, coi genitori anziani, col marito, i colleghi, il capo o più banalmente quando sei in coda alla cassa del super o a quella in posta, al catasto, alla asl o all’anagrafe… Tutto sacrosanto.

Non avrei mai detto, però, che te ne serve ancora di più per reggere le telefonate fatte a schiodo da call center di varia natura. Fino a poco tempo fa, era preso di mira solo il numero fisso. La tentazione di disdirlo era grande, ma i motivi che ci hanno sempre indotti a desistere erano due: il collegamento a internet e l’anziana madre. Per quanti numeri di cellulare tu dia alla mamma, a garanzia di reperibilità 24 su 24, lei continua imperterrita a chiamare sul fisso. E allora che fai? Rispondi al call center… inevitabile perché pensi sia la genitrice.

Adesso, la persecuzione dei call center continua sul fisso, ma si è propagata anche sui telefonini: è palesata da numeri plausibili ancorché a te ignoti, pensi sempre che sia la chiamata che ti cambia la vita (in meglio) e dunque rispondi.

Una volta, tanto tempo fa, quando eravamo all’inizio di questo antipaticissimo fenomeno, specie se ero in buona, facevo quella che educatamente ascolta per almeno un minuto prima di togliere ogni speranza al proprio interlocutore. Negli anni le mie risposte sono andate via via degenerando.

Il peggio di me devo averlo dato l’altro ieri, all’uscita dalla metro, mentre cercavo il telefonino squillante in fondo a una tasca interna della borsa, reggendo a fatica l’ombrello dato il diluvio da monsoni e con tre libri che stavano scivolandomi inesorabilmente da sotto il braccio sinistro.

Devo essermi esibita in tali contorsioni che perfino il ragazzo di colore, impietosito, si è ben guardato dal vendermi l’ennesimo ombrello. In più, quando ho detto: «Pronto», ho scoperto che si trattava del “mio” gestore che mi proponeva di passare a… loro. Capito perché ci vuole tanta pazienza?

Risotto con zucchina, burrata e fiore fritto

Cosa ti serve (per 4 persone)

300 g di riso tipo Carnaroli

6 zucchine con il fiore

1 cipollotto

1 litro di brodo vegetale

200 g di burrata fresca

alcune foglioline di basilico

2 cucchiai di olio extravergine d’oliva più olio di semi per friggere

1 cucchiaio di farina

poca acqua minerale frizzante

sale e pepe

Come devi fare

Porta a bollore il brodo vegetale, se ce l’hai già pronto, oppure fallo con 1 carota, 1 costa di sedano, 1 cipolla, 1 pomodorino messi a freddo in una pentola di acqua, con poco sale e pepe. Monda e affetta il cipollotto, versalo nella casseruola in cui preparerai il risotto e quando è traslucido aggiungi il riso; fallo tostare alcuni minuti poi versa un mestolo di brodo vegetale via via che il risotto lo richiede, mescolando ogni tanto. A parte, spunta e lava le zucchine, staccando delicatamente e tenendo da parte i rispettivi fiori. Affetta sottili le zucchine e falle saltare alcuni minuti in una padella con un cucchiaio di olio, salando solo alla fine e aggiungendo, sempre alla fine, il basilico lavato e spezzettato con le mani. Mentre procedi col il risotto, togli il pistillo dai fiori, pulisci questi ultimi con carta da cucina inumidita, asciugali bene, tritane un paio, che verserai subito nel risotto. Prepara la pastella con farina e acqua minerale, che sbatterai con una forchetta, versaci i restanti fiori, impanali bene e buttali in olio di semi bollente per friggerli, scolali con una schiumarola, disponili su carta assorbente per fritti e salali. Nel frattempo il risotto sarà giunto a cottura, quindi spegni e versaci metà della burrata a pezzi, avendo cura di conservarne 4 grossi pezzi che ti serviranno quando impiatti il risotto, e poi aggiungi al risotto le zucchine rosolate a parte. Dopo aver lasciato riposare il risotto 2 minuti, impattalo aggiungendo in ogni piatto un pezzetto di burrata e un fiore fritto.

 

 

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