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Tutto il buono della fibra con queste (i) Falafel di crusca e ceci, salsa tzatziki e insalatina di ravanelli. Una ricetta firmata dallo chef Simone Rugiati per Crusca Sohn

23 maggio 2018

Ci sono incontri che fanno bene all’organismo, ma anche all’anima. È successo quando il mio blog emoticibo.com e la mia omonima associazione Emoticibo, nel loro piccolo percorso per la divulgazione di una cucina più consapevole, sana e gustosa, hanno incontrato Crusca Sohn.

Crusca Sohn con look rinnovato fuori e la solita efficace e buona fibra dentro: preziosa per il buon funzionamento dell’apparato gastrointestinale anche grazie alla fibra dello Psyllium, oltre a quella del frumento integrale. E buona da mangiare, grazie all’utilizzo in cucina con le ricette formate dallo chef Simone Rugiati.

Rimessa in commercio dal gruppo farmaceutico Chiesi, una bella azienda, con una bella storia tutta italiana, Crusca Sohn sta meritando i riflettori che le si stanno accendendo attorno. Merito anche di un’accurata e intelligente campagna in cui questo prodotto è stato trattato come ingredienti di piatti eleganti e buoni e non solo come semplice integratore. Complici le farmacie, un sito tutto dedicato e tanta fantasia.

Sono lusingata di farmi portavoce di questa campagna mediatica, perché le ricette che lo chef televisivo Simone Rugiati è stato chiamato a ideare per Crusca Sohn sono davvero belle e squisite! Alla faccia di quando tutt’al più mettevano un cucchiaio di Crusca Sohn nello yogurt la mattina…

Ti pareva che non le riproducessi? Ho fatto subito queste Falafel (questi o queste? Le deliziose polpettine mediorientali sono femminili come le nostre rustiche polpette o maschili? Boh… non ho voglia di controllare ora, tanto il sapore non cambia). E sotto vi do la ricetta che una volta tanto non ho affatto cambiato!!! Non ce n’era motivo è perfetta così; e poi è “firmata”: non ho osato!

Certo che la cucina del benessere riserva non poche sorprese. Nella mia sfida quotidiana tra dispensa e fornelli per portare in tavola piatti il più possibile sani, ma anche saporiti e gustosi, incasso a volte qualche sconfitta e più spesso luminose ispirazioni.

Una piccola concessione alle mie vicende culinarie alleerete con la cucina dietetica del “senza”: l’ultima debacle risale a pochi giorni fa, quando ho cercato di fare l’ennesimo dolce senza zucchero, senza farina, senza uova e senza lievito: non è andata bene. La cucina del “senza” del resto può essere molto salutare, ma anche molto rischiosa.

L’illuminazione più recente, invece, mi è arrivata proprio da queste ricette di Simone Rugiati e da quanto è riuscito a fare per Crusca Sohn. Una serie di ricette – da cui ho tratto queste (i) deliziose (i) Falafel, che si trovano gratuitamente sui banchi di molte farmacie oppure integralmente sul sito: www.cruscasohn.it.

Alla base dei golosi piatti, c’è tanta buona fibra che merita alcune considerazioni salutistiche nient’affatto scontate.

La forza della fibra
Chi sapeva, per esempio, che L’American Dietetic Association ha denunciato che la popolazione statunitense è mediamente assai lontana dalle raccomandazioni dei nutrizionisti riguardo al consumo di fibra alimentare? L’obiettivo salutistico è raggiungere i 25-30 grammi al giorno, pro-capite. Quantità che assicura benessere e prevenzione delle più comuni malattie, dal diabete all’obesità, dall’ipercolesterolemia alla diverticolosi, in aumento.

Frutta, verdura e cereali ma molto integrali
In Europa le cose vanno meglio, ma non benissimo. Certo, la tanto decantata dieta mediterranea, con le quotidiane 3/5 porzioni di frutta e verdura al giorno e il consumo regolare di cereali purché integrali aiuta a raggiungere gli standard raccomandati, ma non risolve. Eppure, l’assunzione di fibra nelle quantità suggerite dai nutrizionisti come abbiano visto metterebbe al riparo da moltissime malattie, come obesità, diabete, malattie cardiovascolari, diverticolosi e stipsi che in misura variabile minano il nostro benessere. Senza contare che tutti gli studi più recenti effettuati sul consumo regolare di fibra, dà a quest’ultima una chance anche nella prevenzione dei tumori e non solo al colon.

La fibra NON è un alimento
Perché mangiarla, allora? Non venendo assorbita del nostro organismo, la fibra – sia essa di origine vegetale che derivante da cereali “interi” cioè integrali – non fornisce energia e neppure materiale nutritivo nel senso classico del termine. Svolge però una funzione meccanica determinante per preservare la salute dell’organismo, in quanto esercita effetti secondari di tipo funzionale e metabolico che la rendono una componente fondamentale della dieta. Oltre a “spazzare” letteralmente via i grassi presenti nel sangue, con una importante azione anticolesterolo.

Mastica, mastica e… dimagrisci
Fatta salva l’azione meccanica a livello di colon, con tutti i benefici che ne derivano, un altro importante effetto dell’aumentata assunzione di fibra con l’alimentazione quotidiana è la masticazione più lenta e la stimolazione di una maggiore produzione di saliva. Mentre la masticazione lenta favorisce il senso di sazietà con piacevoli conseguenza sulla bilancia, l’aumento della salivazione implica una protezione della salute dei denti, grazie al livello di alcalinità della saliva che contribuisce a tamponare l’acidità batterica normalmente presente in bocca.

Crusca, un integratore “vintage” per fare il pieno di fibra
Nonostante tutto, però, facciamo fatica a raggiungere i livelli di assunzione raccomandati. Ecco allora la ri-scoperta della crusca, un integratore “vintage”: i benefici effetti della crusca nell’alimentazione umana risalgono addirittura agli anni 70, prima la crusca era riservata all’alimentazione animale. C’è quella di avena, mais, quinoa, orzo o frumento, e – cosa che non tutti sanno – è proprio quest’ultima la più ricca di fibra: a parità di peso e quantità, ne contiene quasi il 50 per cento, contro, per esempio, il 20 per cento della crusca d’avena. Ed è ricca di fitati, sostanze particolarmente preziose, presenti anche nei legumi, che un numero sempre crescente di ricerche scientifiche oggi indica come preziosi antitumorali.

Ne sapete abbastanza su quanto faccia bene la fibra alimentare di crusca di grano?
Veniamo allora alla ricetta!

Falafel di crusca e ceci, salsa tzatziki e insalatina di ravanelli

Cosa ti serve per 4 persone:

Per i falafel:

Crusca Sohn 50 gr
Ceci 200 gr
Prezzemolo fresco 1 mazzetto
Limone bio 1 pz
Olio evo qb
Cumino in polvere qb
Sale qb

Per la salsa tzatziki:

Yogurt greco 300 gr
Aglio 1 spicchio
Cetrioli 1 pz
Limone bio 1 pz
Aneto qb
Olio evo qb
Sale qb

Per la finitura:

Ravanelli freschi 100 gr
Olio evo qb
Sale e pepe qb

Come devi fare:

Metti in ammollo i ceci per almeno 6/8 h in acqua fredda. Quindi scolateli, sciacquali e mettili a bollire per 20 minuti in abbondante acqua salata poi scolali ancora al dente. In una ciotola capiente, unisci i ceci, il prezzemolo tritato finemente, il succo del limone, un pizzico di cumino e un pizzico di sale.

Frulla il tutto con il minipimer, aggiungi all’impasto la crusca e lascialo riposare qualche minuto in frigorifero con pellicola a contatto. Con l’impasto di ceci forma delle palline schiacciate, mettile su una teglia foderata con carta forno e spennellale con un goccio d’olio evo. Cuoceranno per 10 minuti a 200° C, in forno preriscaldato.

Per la salsa tzatziki, prima di tutto dovrai lavare e spuntare il cetriolo, pelarlo e grattugiarlo grossolanamente. A questo punto, mettilo in un colino scolare l’acqua di vegetazione per un’ora. Dopodiché strizzalo e versalo in una ciotola con lo yogurt, l’aglio privato dell’anima, tritato finemente fino a ridurlo alla consistenza di una crema, l’olio evo a filo e il succo di mezzo limone. Per ultimo, aggiungi un pizzico di sale e qualche rametto di aneto tritato.

Per l’insalatina di ravanelli, tagliali a fettine sottili a mandolina o ad affettatrice, immergile in acqua e ghiaccio e, una volta scolate, condisci con un filo d’olio e un pizzico di pepe.

Servi i falafel di ceci e crusca, accompagnandoli con la salsa tzatziki e l’insalatina di ravanelli, fresca e croccante.

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