Blog Pesci Ricette

Ci tocca spadellare anche con 38 gradi, magari ancora a Milano, lottando con l’aria condizionata e sognando il mare… Cosa di meglio allora della Catalana a modo mio?

9 Agosto 2020

Tutto appare più difficile, a volte quasi insormontabile. È questo l’effetto che mi fa il caldo di Milano. Quello che proviene dal sole cocente; quello che sbuffa dai marciapiedi arsi e disfatti. Quello che senti aumentare dentro di te e non sai come domare. Lo odio!

L’altro giorno non riuscivo a trovare un taxi; dopo 25 minuti finalmente è arrivato e mi sono lamentata: «Come? Non piove, perché mai ci avete impiegato tanto?». «È il caldo, signora mia» ha risposto il taxista. «Con l’afa e le temperature sopra i 30 gradi, tutti prendono il taxi, anche per brevi tragitti».

Il mio non era breve, e così mi sono congelata, complice un’aria condizionata che avrebbe fatto sentire a proprio agio un pinguino. La stessa che trovi sulle scale mobili del super.

Al supermercato infatti il clima è tutt’altro che omogeneo. Tra i banchi della frutta e verdura, basta la sciarpetta di seta al collo, verso la macelleria è opportuno aggiungere un golfetto sulle spalle, salendo ti chiedi perché non hai portato un piumino 100 grammi, di quelli da tirar fuori all’occorrenza.

Poi esci e quasi fai fatica a parlare tanto l’aria calda ti investe e ti… sovverte. Delizie tutte cittadine di un clima all’insegna della calura.

Spadellare con queste temperature non è affatto semplice; né piacevole. Ma mica si può sempre mangiare prosciutto& melone “risolvitutto”, giusto? E allora, che si fa? Il piatto che propongo oggi non è del tutto esente da fornelli, ma ha i suoi pregi: intanto, le basi di pesce possono essere estratte dal surgelatore (e almeno un momento di piacere puro – ovvero l’apertura dello sportello meno 18 – è garantito).

Il resto – e cioè le verdure necessarie per completare la pietanza – di solito stazionano nei cassetti del frigorifero e non aspettano altro che essere mondate e lavate sotto un piacevole getto di acqua fresca.

La vera goduria è che, quando hai preparato il piatto, lo metti in frigorifero fino al momento di servire. E te lo mangi freddo, sognando di essere al mare, coi piedi a mollo e la brezza sul collo.

Catalana di mare a modo mio

Cosa ti serve (per 6 persone):

1 polpo già pulito di medie dimensioni;
24 gamberi grossi freschi o surgelati purché sgusciati;
1 spicchio di aglio;
1 cuore di sedano bianco;
2 carote piccole;
30 pomodorini datterini;
3 cipollotti di Tropea (o una cipolla grossa, sempre di Tropea);
olio extravergine d’oliva q.b.;
sale e pepe; alcune foglioline di basilico.

Come devi fare:

Cuoci il polpo disponendolo in pentola in acqua fredda, fallo bollire per circa 40 minuti e poi spegni, lasciandolo reffreddare nella sua acqua.

Sguscia i gamberi, risciacquali sotto acqua corrente, tamponali e versali in padella con poco olio e lo spicchio di aglio tritato. Aggiusta di sale e pepe, cuoci per circa 5 minuti e spegni.

Monda e lava sedano, carota, cipollotti e datterini. Asciugali bene e quindi taglia tutto a tocchetti, tranne i datterini che taglierai a metà.

Scola il polpo, ripuliscilo con le mani da ogni residuo di pellicina, taglialo a tocchetti. Versa in una capace ciotola di coccio il polpo, i gamberi con tutto il loro sughetto di cottura e le verdure.

Aggiusta di sale e pepe, straccia con le mani le foglioline di basilico, irrora con abbondante olio extravergine e mescola. Servi la catalana fredda.

 

Ti potrebbero interessare anche

Nessun Commento

Lascia un commento



I MIEI LIBRI

Per acquistare uno o più volumi delle Ricette del Sorriso, realizzati per aiutare i bambini con gravi malformazioni facciali e labio-palatoschisi vai su:
 

Logo Operation Smile

logo smilehouse