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È la Giornata mondiale del Tiramisù. E io “riciclo” il mio, fiorito, nel bicchiere, sembra una piantina ed è molto buono!

21 marzo 2017

È la Giornata Mondiale del Tiramisù, pare. E così io “riciclo” questa mia versione fiorita, visto che è primavera a tutti gli effetti.

E celebro anche la ricorrenza ripubblicando uno dei pezzi a mio avviso più riusciti tra quelli che appaiono ogni settimana sul quotidiano Il Giorno: La preghiera laica la Tiramisù…

Precisando che ho appena sperimentato una versione liquida di questo squisito dessert tutto italiano e dalla golosità inconfondibile, ma di questo parlerò a breve…

“Tiramisù quando mancano 5 minuti all’uscita dei bambini da scuola e almeno 15 a un parcheggio possibile.

Tiramisù all’11esima chiamata del gestore telefonico che si propone come alternativa di risparmio al mio, e scopro che è lo stesso a cui sono abbonata.

Tiramisù quando il capo mi chiama inderogabilmente al suo cospetto mentre suona il mio telefonino ed è l’idraulico che cerco da 3 giorni il quale, finalmente, dice: «Pronto?».

Tiramisù quando la collega più odiosa del piano mi mostra i suoi jeans che ballano alla cintura mentre i miei pantaloni, quella stessa mattina, ingaggiavano la mission impossible di far incontrare l’asola con il bottone.

Tiramisù quando sto scolando la pasta, mentre con un piede chiudo l’anta della pattumiera e con un colpo di fianchi faccio rientrare il cassetto delle posate, e il marito – già seduto a tavola – dice: «Manca il pane stasera?».

È in quei momenti, mio caro Tiramisù, che nella tua morbida consistenza sogno di affondare il mio cucchiaio, apro la bocca socchiudendo gli occhi (anche se per salvaguardare la linea, sarebbe consigliabile fare il contrario), assaporo la vellutata cremina di mascarpone che, dopo aver vinto la lieve resistenza del cacao e quella soffice del biscotto aromatizzato al caffè, regala al palato una gioia dolce che ti lascia una sola voglia: quella di ripetere l’operazione!

Chi abbia inventato questo peccaminoso dessert non lo so. So che dalle mie parti, una volta, si chiamava dolce al mascarpone, e qualche volta aveva gelosamente custoditi al proprio interno anche pezzetti di cioccolato fondente.

Poi, crescendo e conoscendo un po’ di mondo, ho avuto modo di assaporarne diverse versioni: qualcuna più liquorosa, altre più elaborate, nessuna light.
Il mio tiramisù, di recente, ha perfino cambiato format: mi piace servirlo nel bicchiere, con sopra uno strato di terra di cioccolato, un fiore appena sbocciato e una tenera fogliolina di menta. È più trendy che in vassoio, e fa tanto primavera”.

Tiramisù (fiorito) nel bicchiere

COSA TI SERVE (per 6 bicchierini)
4 uova freschissime

3 biscotti savoiardi grandi
400 gr di mascarpone (anche confezionato, purché freschissimo)
6 cucchiai di zucchero
1 tazzina abbondante di caffè
80 gr di cacao in polvere
1 pizzico di sale

1 rametto di menta (con almeno 6 foglioline)

6 fragole grosse

COME DEVI FARE

Prendi due contenitori, uno più piccolo e uno più grande. Rompi le uova e, nel più piccolo, versa gli albumi; nell’altro i tuorli. Aggiungi un pizzico di sale alle chiare e montale a neve fermissima. Ora versa nella ciotola dei tuorli 4 cucchiai di zucchero e mescola fino a ottenere una cremina chiara e spumosa; aggiungi anche il mascarpone e, con le stesse fruste con cui hai montato gli albumi, frulla anche questo composto (non serve che tu le ripulisca; è il contrario che non puoi fare, cioè usarle prima per i tuorli e poi per gli albumi!): devi ottenere una cremina gonfia e liscia, senza ombra di grumi. Incorpora alla crema le chiare a neve, col classico movimento dall’alto al basso. Fai il caffè, lascialo intiepidire passandolo dalla tazza in una fondina; spezza i savoiardi fino a ricavare 6 pezzi; imbibisci ogni pezzo nel caffè e poi disponilo in fondo a ogni bicchiere. Ora versa nei bicchieri la crema fino a due dita dal bordo. Prendi un padellino antiaderente, versaci il cacao e il restante zucchero, mescola fino a ottenere un composto granuloso che ricordi la terra. Aiutandoti con un cucchiaio, crea lo strato di “terra” sopra la crema di ogni bicchiere. Lava e asciuga la menta e i fragoloni, poi decora ogni bicchiere infilando nello strato di terra una o più foglioline e, al centro, simula il fiore con la fragola.

 

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