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Il Natale si avvicina, mi piace questa atmosfera: se fossi una trasmissione la mia sigla sarebbe Jingle Bells

22 dicembre 2015

Del Natale a me piace tutto. Il presepe con i pastorelli e la culla vuota fino alla notte del 24, le luminarie per le strade, le canzoni. Se fossi una trasmissione, per tutto dicembre Jingle Bells sarebbe la mia sigla.

Adoro che i negozi siano sempre aperti e ho una vera passione per la carta da regalo, i nastri e i cosiddetti “chiudi-pacco” adesivi… Mi piacciono talmente tanto che, nel timore di restare senza, ne compro quantità industriali: all’ultima conta erano 102 le etichette con Babbo Natale disegnato in ogni modo e posizionato in ogni dove.

Meno male che non hanno la scadenza, perché anche se mi ci metto d’impegno dubito di riuscire a farli fuori tutti entro il 25! Dall’1 al 24 di dicembre, impacchettare è una delle attività che mi prendono di più: vivo con scotch e forbici in mano, in tasca, appese al collo…

Nella frenesia può succedere anche che chiuda un pacco e non ricordi più cosa c’è dentro! Quest’anno ho adottato dei praticissimi sacchetti trasparenti che abbellisco di coccarde, nastri e adesivi, e così riesco a vedere se dentro c’è una crema per il corpo all’aloe o il tubetto della rarissima marmellata bio che fanno solo ai piedi dell’Ortles.

Già, non mi piacciono i regali “un tanto al chilo”: ho la pretesa di farli personalizzati e – nei limiti del possibile – ricercati (che non vuole affatto dire costosi). Così, dicembre è un mese parecchio impegnativo dalle mie parti. Alcuni anni fa, nel tentativo di portarmi avanti, ho cominciato a comprare i doni a settembre, come mi aveva suggerito una cara amica.

Peccato che me ne sia poi del tutto dimenticata. Ho fatto le mie regolari corse dell’ultimo minuto e il giorno 26, riordinando l’armadio “degli impossibili” – come mia nonna chiamava quel posto che è in ogni casa e in cui si stipa di tutto in attesa che serva – ho trovato tutti i regali che avevo comprato preventivamente.

Mi hanno fatto tanta pena! Certo, ricostruire cosa avevo pensato di regalare e cosa di fatto ho poi regalato è stato divertente. Mi ha aiutato a trascorre quel giorno – ammettiamolo – un po’ sfigato che è il 26 dicembre, quando tutto è già finito e si ricomincia la conta: 364 giorni a Natale!

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