Blog Verdure & C.

La rubrica del venerdì sul Giorno, la maleducazione via email e questa belga al forno

30 Novembre 2015

Buona, croccante, invitante e di stagione. Mi ha risolto un secondo leggero ed è risultata molto apprezzata anche dai lettori de Il Giorno, dove – come ogni venerdì – è uscita accompagnata da queste considerazioni. Amarognole come il gusto della belga, appunto…

“Una valanga. Mi riferisco alle email di apprezzamento che gentilmente mi avete scritto in tantissimi dopo il pezzo su chi parla col proprio bavero, cioè chi telefona per strada utilizzando gli auricolari. Evidentemente il fenomeno esiste.

Del resto, per la serie Tipi Metropolitani ce ne sarebbe da dire, pardon, da scrivere! Premetto che sono una che fa molti inviti e altrettanti ne riceve. Scrivo moltissime email e altrettante ne ricevo. Insomma, tra lavoro e vita sociale grazie al Cielo c’è movimento.

Ma anche tanto stress, che si ridurrebbe a meno della metà se molti imparassero a rispondere alle email che ricevono. Abbiamo scritto enciclopedie sul bon ton a tavola, su dove si debba posizionare la forchetta, come vada inclinato il coltello o se, al ristorante, debba entrare prima l’uomo o la donna… Sarebbe ora di scrivere un libro di bon ton 2.0, aggiornato sull’uso degli svariati apparecchi di comunicazione con cui conviviamo ormai “24 su 24”.

Non vorrei passare per la bacchettona che non sono o la castigamatti della vita wild and free (che vorrebbe dire selvaggia e libera, ma in inglese suona meglio), ma se uno riceve una email, dico io, perché non deve rispondere subito o appena gli è possibile?

Si presume che il mittente abbia qualcosa da dire, da chiedere o da porgere, magari un invito… Mi vuoi rispondere: sì, no, non posso, posso, verrò, non mi interessa, vaffà… oppure tra 3 giorni ti darò una risposta (e poi farlo davvero, però)? È tanto complicato? Una volta si diceva: “Ehi, ma chi si crede di essere? Il Papa?”. Oggi, con Papa Francesco, che è tanto alla mano, anche questo non vale più.

E allora facciamolo ’sto sforzo! Rispondiamo e basta, anche se siamo tutti così impegnati e connessi che se muore la vecchia zia pazienza, basta che non muoia lo smartphone… In cui ci immedesimiamo talmente che quando ci salutiamo non diciamo più: «Beh, ciao, spero di rivederti presto» bensì «Beh, ciao, allora ci aggiorniamo…». Manco fossimo un software! Ma questa curiosa espressione merita un prossimo pezzo, vero?

Belga scottata con speck e ricotta salata al profumo di balsamico

Cosa ti serve (per 6 persone)

6 caspi di insalata belga

12 fette di speck affettato sottile

3 cucchiai di ricotta salata grattugiata grossolanamente

½ bicchiere di aceto balsamico

1 cucchiaio raso di zucchero di canna

3 cucchiai di olio extravergine d’oliva

sale e pepe nero macinato al momento

belga

Come devi fare

Pulisci i cespi di belga e taglia ogni cespo a metà, facendo attenzione a non romperli; non asciugarli ma sgrondali bene.

Avvolgi ogni metà con una sottile fettina di speck (come fosse una cintura). Disponi ogni cespo fasciato di speck in una pirofila prima unta con un cucchiaio di olio. Sala e cospargi di pepe nero.

Inforna a 180 gradi per circa 30 minuti (la belga deve restare croccante, ma devi evitare di bruciare lo speck). Cinque minuti prima di togliere la teglia dal forno, aggiungi la ricotta salata grattugiata e finisci di cuocere.

Nel frattempo, in un padellino antiaderente, versa l’aceto balsamico, aggiungi lo zucchero e, a fiamma alta, mescola per alcuni minuti per preparare una riduzione agrodolce che distribuirai sulla belga quando la impiatti.

 

 

 

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Un commento

  • Rispondi Edy Tassi 3 Dicembre 2015 a 20:42

    Se succede a te, mi consolo che succeda a me!

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