Pesci

Manca poco a Natale, ho cominciato con la spesa… E stasera, merluzzo con patate e olive

20 Dicembre 2014

Non guido la macchina, anzi non guido più la macchina. Da diversi anni ormai. E devo dire che io sui mezzi mi trovo proprio bene. È come andare all’università, della vita. Studio la gente oppure mi isolo. Il repertorio varia, non ti annoi di sicuro. E hai sempre il polso della situazione, capisci che aria tira, più che al telegiornale. Poi ci sono i taxi e poi ci sono gli strappi: portami qui, portami lì e chissenefrega della macchina.

Ma c’è un frangente in cui rimpiango la mia patente. È quando faccio la spesa e tutti gli automuniti di casa svaniscono nel nulla. La spesa va fatta, il super non è lontano, carrellino (rosso) alla mano e via, convinta di riuscire a starci dentro, a non sforare con gli approvigionamenti. Non succede mai, sforo sempre. Così, chiedo il permesso di portarmi via il carrello del super, che poi rendo e rimetto al suo posto, ovviamente. E dentro ci metto i sacchetti imprevisti e il previsto carrello: 10 chili che sollevo con apparente disinvoltura, assesto bene bene centrandolo sul carrello e vai. Mi faccio pena da sola.

Il tragitto non è lungo, ok. Ma è impervio: grate sulla pavimentazione sconnessa, marciapiedi che pendono da una parte, slalom tra la gente che ignara e leggera mi passa accanto, non senza rilasciare un’occhiata spesso di riprovazione. Stasera (ero particolarmente carica, accaldata, vogliamo dirlo? incazzata) e una signora mi ha sorpassato apostrofandomi: «E poi spariscono i carrelli nei super! Ecco perché…», alludendo a quegli 80 chili che stavo spingendo. Mi sono fermata e ho risposto: «Infatti, in salotto ne ho già 10».

Non ha riso, forse non ha colto, se ne è andata impettita. Cosa non si fa per la spesa! Soltanto il carrello ascolta i miei sospiri, tra una ricottina che fa capolino dal sacchetto che ha ceduto al ciuffo del porro che sembra la chioma rada e imbiancata di un vecchio professore di matematica. Ma con polso sicuro ritrovo la forza, mi rimetto in asse e, giuro, lo faccio per le uova.

Dopo una esibizione del genere e uno stress muscolare non indifferente, mi ritrovo a mettere in tavola questa teglia: buona, sana e golosa. Merluzzo con patate e olive nere, al forno.

Emoticibo merluzzo patate olive

Cosa ti serve:

  • 7-8 tranci di merluzzo (fresco oppure surgelato, se hai fretta)
  • 5-6 patate di media grandezza
  • una tazza di pomodorini ciliegini
  • un pugno di olive nere, magari al forno, un poco appassite e saporite oppure due pugni di olive Taggiasche, piccoline e non troppo nere, deliziose
  • mezzo bicchiere di olio extravergine d’oliva
  • sale, pepe
  • qualche fogliolina di basilico

Come devi fare:

Taglia il merluzzo a tocchi grossi, ungi la teglia con una parte dell’olio e disponi il pesce. Pela e taglia fette sottili le patate e disponile in mezzo la pesce, sovrapposte il meno possibile se vuoi che diventino croccanti e cuociano bene. Distribuisci qua e là le olive, le foglioline di basilico e i pomodorini, lavati, asciugati e tagliati a metà. Irrora il tutto con il restante olio d’oliva, per ora non salare (sennò le patate non diventano croccanti!). Metti in forno a 200 per circa 30 minuti, scuotendo ogni tanto la teglia o rimestando con una spatola, fecendo attenzione a non rompere le patate o il pesce. Quando il tutto è quasi cotto, salare e pepare, passando per 5 minuti sotto il grill perché le patate facciano la crosticina. Servire ben caldo.

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2 Commenti

  • Rispondi Selvaggia 9 Novembre 2015 a 13:52

    Gloria carissima! Complimenti per il tuo nuovo blog! Favoloso! Come le tue ricette?
    Questa ricetta la proverò a fare… Sai che non sono molto brava in cucina, ma le tue ricette e la tua semplicità nel spiegare la loro realizzazione , mi sta trasformando in una chef pluri stellata!
    Grazie!!!

    • Rispondi Gloria Brolatti 15 Novembre 2015 a 22:03

      Grazie!!!!! Seguimi e scrivimi!

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