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Da Il Giorno di ieri, con la mia clam chowder o zuppa di vongole del New England e La spiaggia delle gazze

10 Ottobre 2015

Quante cose, vero? La zuppa di vongole dal nome inglese, perché in realtà nasce americana, sulla costa est, per l’esattezza. L’ho fatta e rifatta a modo mio, la ricetta è da qualche parte su questo blog, cercatevela! È squisita e ne vale la pena. E poi la recensione…

L’ho inserita nel pezzo del Giorno di ieri, e accompagna una recensione che mi è cara

1. perché il libro è bellissimo!

2. perché l’ha scritto una cara amica

3. perché il romanzo si svolge in parte al di là dell’Oceano, e anche se non è proprio la zona della zuppa, è comunque di là… e in parte a Milano, e dunque richiama il mio rifacimento della zuppa…

Ecco il pezzo!

 

“Si apre con una Milano uggiosa, un po’ come oggi. Con un uomo in crisi professionale che coglie l’occasione per mettere in crisi tutto, già che c’è (come spesso fanno gli uomini). E con una moglie che è sempre stata al suo posto e, dal suo posto, dapprima assiste impotente e stupita alla diluizione di quella “cosa” che è diventato il suo matrimonio, poi – come succede a molte donne – si batterà come una leonessa per evitare la disfatta. La quale, come altrettanto di frequente accade, la lascerebbe non tanto senza un marito quanto senza… un senso.

Fin qui niente di nuovo sotto il sole. Senonché, a proposito di sole, a un certo punto per i protagonisti di questa bella storia (ma anche per noi che leggiamo) si schiudono orizzonti, paesaggi e possibilità che conducono a un finale per nulla scontato. Perché così è nella vita e in quella magica Guadalupa in cui è ambientata la vicenda e dove esiste davvero La spiaggia delle gazze (Europa Edizioni, 13,90 euro, in libreria), da cui il titolo del romanzo.

L’autrice è Ada Grecchi, già ex dirigente Enel e massima autorità in quell’ambito forse non del tutto risolto che furono le Pari Opportunità (oggi sembrano non esistere più, almeno come criticità, ma per molte donne sono una questione ancora parecchio aperta). Ada, milanese verace e indomita, manager di successo di quell’Italia anni ’80 che pare ogni giorno sempre più lontana, in questo secolo si è reinventata scrittrice; ed è pure brava. Questa non è la sua prima opera (Grecchi ha scritto diversi libri autobiografici, storici e “tecnici”) ma è il suo primo romanzo, quel genere – cioè – che richiede di saperci fare davvero con la penna sennò la gente si stufa a leggerti.

Rischio che per La spiaggia delle gazze non esiste: non lo molli finché non l’hai finito. E se, leggendo, il cuore ti resta dall’altra parte dell’Oceano, consolati con questa divina zuppa old New England, che io ho reinterpretato un po’ alla milanese. Proprio come fa l’Ada, che manda in giro per il mondo i suoi personaggi, ma poi che nostalgia per quella nebbiolina sul Naviglio…”.

 

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