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Cose grosse in arrivo! Però mica posso lasciarvi senza news! O ricette… Quindi beccatevi me e Romina, il suo libro e questi cappellacci agli adorati asparagi

10 Giugno 2015

Siamo belle, vero? Sono stata alla presentazione del suo bel libro: Ti prendo per mano, edizioni Mondadori. Molto autobiografico, tenerissimo, forte… come lei. E come tutte noi di mezz’età di fronte a quel delicato passaggio da figlie e madri delle nostre mamme da curare, assistere, accompagnare per mano. Leggetelo, è bello!

Questo invece è l’ultimo piatto che ho creato: sono cappellacci agli asparagi in crema di parmigiano. Un primo importante, goloso, ma anche fresco grazie a questo elegante ortaggio che, come è noto, amo molto molto.

Emoticibo Cappellacci agli asparagi

Ecco la ricetta, preceduta da qualche considerazione!

Mentre preparo il ripieno di questi cappellacci, la mente vaga, libera e leggera, complice la brezza lieve che entra dalla finestra spalancata sul cortile, in un dolce crepuscolo di inizio giugno. Sto montando la ricotta, che nella ciotola cede docile alla pressione della forchetta e si colora di giallo per l’imperante predominio cromatico dei tuorli. E penso a quante sono le persone-ricotta, morbide e cedevoli, pronte a lasciare che il proprio candore si colori di una tinta che si impone. E quante sono, invece, quelle che assomigliano ai tuorli, al nero di seppia o, peggio, alle rosse barbabietole e, spesso con prepotenza, tingono tutto ciò con cui vengono a contatto. Tra metafore e analogie, il discorso potrebbe farsi molto lungo… Ricorrere alla metafora del cibo, o alle parole della cucina, per descrivere temperamenti umani è molto frequente e a volte assai calzante. Ero piccola quando l’ho imparato. Un giorno, mia nonna mi portò a vedere una commedia che si intitolava La mano del miele. Mi immaginavo cinque dita appiccicose, quando ho capito che il titolo si riferiva al carattere della protagonista. Una donna dolcissima che cercava di mettere tutti d’accordo, che disponeva le versioni dei fatti in modo che nessuno si risentisse e ognuno avesse le proprie gratificazioni. La mano del miele, insomma, era l’antizizzania. Mi ha colpito questa cosa e ancora oggi ci penso quando mi capita di incontrare, invece, chi a seminar zizzania ci sguazza. Persone che fanno impazzire la maionese, creano grumi alla chantilly, impediscono agli albumi di montare a neve ferma. Come sono io? Una che tende ad amalgamare tutto e tutti. Che sia un budino, l’impasto di una torta, una riunione di famiglia o di condominio, in me prevale l’emulsione. Disponibile all’accoglienza più di mezzo chilo di farina, che è sempre pronto inglobare albumi e tuorli per diventare qualcos’altro. Specie se più buono.

Cappellacci agli asparagi in crema di parmigiano

Cosa ti serve

  • 300 gr di farina 00
  • 4 uova
  • 400 gr di ricotta fresca
  • 300 gr di parmigiano
  • mezzo bicchiere di panna liquida fresca (circa 80 gr)
  • 1 cipollotto
  • 2 mazzi di asparagi
  • 2 cucchiai di olio extravergine d’oliva
  • sale e pepe

Cosa devi fare

Per prima cosa prepara la sfoglia per i cappellacci. Disponi a fontana la farina e rompici 3 uova. Con una forchetta comincia a incorporare il tutto, poi procedi con le mani fino a ottenere un impasto sodo e liscio che lascerai riposare mezz’ora avvolto in pellicola da cucina. Nel frattempo monda e lava gli asparagi, tenendone da parte una dozzina, che taglierai a metà e farai sbollentare per 5 minuti in acqua bollente salata, scolando e tenendo da parte. Riduci gli altri a tocchetti, pulisci e taglia fine il cipollotto. Fai rosolare quest’ultimo in una padella con l’olio e quando sfrigola aggiungi gli asparagi a tocchetti, cuoci per circa 8 minuti, aggiustando di sale e pepe. Poi tieni da parte. In una ciotola versa la ricotta, 200 gr di parmigiano grattugiato, l’uovo avanzato, sale e pepe e mescola. Quando è tutto amalgamato, aggiungi gli asparagi cotti a tocchetti, eliminando il liquido di cottura. Tira la sfoglia con l’apposita macchinetta o con il matterello e fai i cappellacci, ricavando dalla sfoglia lunghe strisce di pasta, alte circa 10 cm e disponendo, a distanza di circa 5 cm, un cucchiaino di ripieno sulla sfoglia. Chiudi la striscia di sfoglia su se stessa e, con una rotella dentata, ricava i ravioli o cappellacci. Procedi fino a esaurimento di sfoglia e ripieno. Porta a bollore una pentola d’acqua e intanto, in un pentolino antiaderente, versa il restante parmigiano grattugiato che dovrai stemperare con la panna liquida. Metti su fuoco dolce e mescola, fino a ottenere una cremina piuttosto liquida. Cuoci i cappellacci e condiscili con la crema di parmigiano; impiatta guarnendo con gli asparagi smezzati e una spolveratina di pepe nero.

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